Vogliamo conoscere davvero le nostre scoperte?

Cari lettori, ecco il primo vero articolo. Si dice che il primo bacio non si scordi mai, sarà così anche per gli articoli? Speriamo di no…

 

Qualche tempo fa ho letto che la Nasa ha annunciato la scoperta di 219 nuovi pianeti, di cui una decina abitabili. Abitabili? Mi sembra una parola grossa… C’è acqua liquida in superficie, al massimo, ma non si può dire abitabili, anche perché sono a migliaia di anni luce da noi. Non posso dire che l’uomo non ci arriverà mai, ma sicuramente non noi.

Non bisogna poi confondere abitabili con abitati; Anonymous (il famoso gruppo di attivisti hacker che ha colpito l’Isis e Trump) ha annunciato la scoperta da parte della Nasa di ‘alieni’, ma per fortuna l’agenzia ha smentito tutto. E dico per fortuna perché provate a immaginare una notizia del genere – verificabile – sarebbe il finimondo, la gente andrebbe subito nel panico più totale e d’altronde quasi tutti abbiamo visto i film catastrofici in cui abitanti di altre galassie più sviluppati ci dichiarano guerra…

La Nasa ha in mano una moneta a due facce: da una parte vi è l’affascinante e avventuroso viaggio verso nuove scoperte (nuove conquiste?), con tutti gli oneri e onori che ne derivano. Dall’altra parte vi è (secondo me) l’improbabile ma sventurato caso che molti stanno sia temendo sia sperando, ovvero la scoperta di altre forme di vita.

A quel punto cosa farebbero i nostri governi? Celerebbero l’accaduto in attesa di una soluzione, o diffonderebbero la notizia, pur conoscendo il caos che ne scaturirebbe? Il primo caso è brutto da dire ma forse sarebbe la cosa più sensata…

L’uomo sta inventando e scoprendo sempre più cose, a un ritmo esponenziale, ma in fondo siamo davvero sicuri che noi non abbiamo paura delle nostre conquiste?

Il vostro dirimpettaio,

Giacomo

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6 Comments

Caro Jack,

L’argomento di questo articolo è molto interessante e spero che ci proporrai ulteriori riflessioni in futuro, quando sapremo ancora di più su pianeti lontani e scoperte astronomiche in genere.
Io penso che non bisogni pensare a queste nostre scoperte in senso catastrofico, come spesso avviene dato che la diversità genera paura, ma con curiosità e apertura al diverso.
Inoltre credo che sia palese che gli alieni esistono, solo non ne conosciamo l’aspetto e le modalità di vita.
Mi sembra impossibile che nell’infinità dello spazio dell’universo siamo le uniche forme di vita ad essersi sviluppate e che ce lo tengano nascosto o no prima o poi tutti dovranno venire a patti con questa cosa! Che ne pensi?

Sono veramente felice che ti piaccia questo argomento! Troverò altre notizie come questa da commentare, allora! Rispondere alla tua domanda non è facile; da una parte sono sicuro che nella vastità dell’universo non siamo soli, dall’altra però, pensare di trovare ‘alieni’ è molto fantascientifico. E poi c’è sempre il rapporto scienza-Fede, ma questo sarebbe un altro articolo 😉

esplorare l’universo, e scoprire eventuali forme di vita oltre la nostra, significa scoprire prima di tutto chi siamo noi.
per questo è importante andare avanti senza paura

Ciao Carissimo.

I- Interessante punto di vista, ma non pensi che una scoperta del genere (conferma di forme di vita E.T.) potrebbe anche portare ad un interesse ed a un coinvolgimento globale con finanziamenti da governi e privati per future missioni spaziali più abbordabili ma tutt’ora costose? Pensiamo che gli USA spendono miliardi nei finanziamenti militari e solo un centesimo per la NASA…

II- Hai mai visto “Contact” di Robert Zemeckis? Quel film spiega a mio parere ciò che potrebbe realmente accadere nel caso della conferma di vita intelligente

III- Estote Parati

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